La storia di S.

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ricatto

[ri-càt-to] s.m.
  • • Intimidazione, di carattere materiale o morale, con cui si costringe una persona a pagare una somma di denaro, a compiere atti contrari alla sua volontà; estens. pressione psicologica, in senso scherz., richiesta a cui è impossibile opporre un rifiuto

Si tratta proprio di questo, la definizione calza.

S. è una ragazza peruviana di 30 anni , in Italia da ormai circa 5 anni , passando da irregolare a regolare cavalcando una delle tante sanatorie del nostro paese.

Lavora come Colf , presso un’anziana signora. Cioè è inquadrata come Colf, ma le sue mansioni riguardano anche la cura e l’assistenza di una persona non autosufficiente. Quindi è una Assistente familiare, ma viene pagata come una Colf.

S. ha un bimbo di 13 anni in Perù, l’ha visto solo una volta negli ultimi 5 anni, appena ha preso il permesso è corsa a trovarlo finalmente con la sicurezza di poter rientrare in Italia. Il lavoro fortunatamente c’è, quasi sempre, magari a intermittenza, ma il lavoro domestico ha un mercato dinamico e qualcosa negli ultimi anni si è sempre trovato. Adesso invece è più difficile, tanti lavoratori sono a casa e la concorrenza aumenta, non è più così immediato trovare un nuovo lavoro.

S. quest’anno ha deciso finalmente di procedere con il ricongiungimento familiare del figlio, non è pensabile vederlo solo una volta l’anno, poi lei è qui e le piacerebbe che il figlio frequentasse le scuole del nostro paese. Già è stato difficile all’inizio, come ragazza madre, ha dovuto abbandonare le scuole e tutto il resto, adesso la lontananza potrebbe rendere le cose ancora più difficili.

Ok , facciamo il ricongiungimento familiare, i documenti del lavoro ci sono, la residenza pure, il reddito anche. La pratica parte e si aspetta che la Prefettura convochi il richiedente per la verifica dei documenti.

Poco prima della convocazione notiamo però che il contratto esiste, ma i contributi no. Lavora nello stesso posto da ormai un anno , ma all’INPS non risulta alcun contributo. Il datore di lavoro è un’anziana signora , il contratto però è gestito dal figlio. S. decide di far notare la cosa al figlio della signora, dicendo che questa mancanza, oltre a non essere legale, potrebbe influire negativamente anche sulla procedura di ricongiungimento appena avviata.

Il figlio della datrice di lavoro, non se ne preoccupa, è cosciente di non aver pagato i contributi, anzi, l’ha fatto proprio apposta, per la serie ” Denunciami pure tanto il datore di lavoro non sono io ” [….si però è tua madre].

S. viene a discutere la cosa , quello che le viene proposto è ovviamente una denuncia contributiva e successivamente una vertenza, per gli straordinari non pagati e l’inquadramento errato ( Colf invece che Assistente Familiare ).

E qui si inserisce il ricatto di cui abbiamo una chiara definizione all’inizio della storia.

S. non è convinta, sicuramente qualsiasi mossa comprometterebbe il suo rapporto di lavoro e di conseguenza il ricongiungimento con il figlio. Vorrebbe chiudere un’occhio su tutto, pagarsi i contributi e mollare il lavoro una volta che il bimbo entra in Italia. La legge , la costringe a fare così, la incastra tra la voglia di riavere finalmente suo figlio vicino e la rabbia per dei diritti negati.

S. però non ci sta, farsi prendere in giro in questo modo è troppo, si convince e vuole andare avanti con la denuncia. E’ ottimista, troverà un altro lavoro , comunque sia non tornerà più a lavorare in quella casa, le dispiace per la signora, però non esiste; è sempre stata corretta, ha accettato di tutto, ore in più , sabati e domeniche per non ricevere nulla, neanche il rispetto del contratto più fragile di tutto il panorama lavorativo. In qualche modo, magari tra qualche mese, tutto si sistemerà e potrà concludere finalmente il ricongiungimento familiare.

S. ha denunciato. Molti , moltissimi si trovano in situazioni di questo tipo. Il ricatto nella maggior parte dei casi funziona e si tende ad accettare qualsiasi cosa , per rinnovare il permesso , per ricongiungere un familiare , per diventare cittadini italiani.

Ecco , questa è una legge che da troppo tempo funziona così , pone le sue basi sull’estorsione dei diritti.

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