Decreto Flussi 2017 – non c’è fretta

E’ stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto flussi 2017.

Come dal 2011 a questa parte non sono presenti quote per lavoro subordinato in entrata quindi gran parte delle richieste che in questi giorni arrivano presso i nostri uffici non trovano in questo decreto la soluzione .

Ecco le quote per tipologia:

  • 500 ingressi per cittadini stranieri non comunitari che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei paesi di Origine (art.23 dl.gs 286/98)
  • 100 ingressi per lavoratori di origine italiana provenienti da : Argentina, uruguay, Venezuela e Brasile.

CONVERSIONI (forse l’unica parte utile del decreto)

  • 5.750 Conversioni da stagionale a lavoro subordinato
  • 4000 Conversioni da studio/tirocinio/formazione professionale a lavoro subordinato
  • 500 Conversioni per lavoro subordinato di  Permessi CE S.L.P. rilasciati da altri stati membri
  • 500 Conversioni da studio/tirocinio/formazione professionale a lavoro autonomo
  • 100 Conversioni per lavoro autonomo di Permessi CE S.L.P. rilasciati da altri stati membri

INGRESSI CASI PARTICOLARI (tot. 2400 ingressi)

  • Imprenditori
  • liberi professionisti
  • titolari di cariche societarie
  • artisti di chiara fama internazionale
  • cittadini stranieri che intendono costruire start-up innovative

INGRESSO LAVORATORI STAGIONALI:

  • 17000 UNITÀ

IMPORTANTE:, LE QUOTE PER LAVORO STAGIONALE VENGONO DISTRIBUTE SUL TERRITORIO NAZIONALE. SOLITAMENTE PER LA NOSTRA PROVINCIA (Monza e Brianza) LE QUOTE SONO MINIME. ATTENZIONE LA DOMANDA POTREBBE ESSERE RIFIUTATA.

Le richieste dovranno essere compilate sul portale ministeriale: nullaostalavoro.interno.it

CONVERSIONI E INGRESSI NON STAGIONALI: Moduli disponibili dal 14 Marzo, e possibilità di invio dal 20 Marzo

INGRESSI STAGIONALI: Possibilità di compilare la modulistica dal 21 Marzo e invio domande dal 28 Marzo.

 

QUI trovate il testo del decreto

 

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ZYGMUND BAUMAN – SEMPRE SUL PEZZO-

Ripubblichiamo un’intervista uscita ieri su Repubblica, fatta a Zygmund Bauman in tema di Migranti, Profughi e Bensessere. Come sempre il parere del sociologo è illuminante. Leggetela.

( da Repubblica.it )

Bauman: “Siamo ostaggi del nostro benessere per questo i migranti ci fanno paura”

ZYGMUNT Bauman, oggi uno dei pensatori più influenti del mondo, è stato più volte esule. La prima volta, quando nel 1939, giovane ebreo, scappò dalla Polonia verso la Russia, in condizioni simili a quelle dei profughi che, scampati alle guerre e alla traversata del Mediterraneo, sono in questo momento oggetto più delle nostre paure che di nostra solidarietà. E la dialettica dell’integrazione ed espulsione dei gruppi sociali ai tempi della modernità è uno dei temi che più ha approfondito nelle sue opere. Con Bauman abbiamo parlato di quello che intorno alla questione profughi succede in questi giorni in Italia; tra una destra razzista e una sinistra che stenta ad affrontare le paure di una parte della popolazione.

Sembra che non siamo in grado di far fronte alla questione immigrati.
“Il volume e la velocità dell’attuale ondata migratoria è una novità e un fenomeno senza precedenti. Non c’è motivo di stupirsi che abbia trovato i politici e i cittadini impreparati: materialmente e spiritualmente. La vista migliaia di persone sradicate accampate alle stazioni provoca uno shock morale e una sensazione di allarme e angoscia, come sempre accade nelle situazioni in cui abbiamo l’impressione che “le cose sfuggono al nostro controllo”. Ma a guardare bene i modelli sociali e politici con cui si risponde abitualmente alle situazioni di “crisi”, nell’attuale “emergenza immigrati”, ci sono poche novità. Fin dall’inizio della modernità fuggiaschi dalla brutalità delle guerre e dei dispotismi, dalla vita senza speranza, hanno bussato alle nostre porte. Per la gente da qua della porta, queste persone sono sempre state “estranei”, “altri””.

Quindi ne abbiamo paura. Per quale motivo?
“Perché sembrano spaventosamente imprevedibili nei loro comportamenti, a differenza delle persone con cui abbiamo a che fare nella nostra quotidianità e da cui sappiamo cosa aspettarci. Gli stranieri potrebbero distruggere le cose che ci piacciono e mettere a repentaglio i nostri modi di vita. Degli stranieri sappiamo troppo poco per essere in grado di leggere i loro modi di comportarsi, di indovinare quali sono le loro intenzioni e cosa faranno domani. La nostra ignoranza su che cosa fare in una situazione che non controlliamo è il maggior motivo della nostra paura”.

La paura porta a creare capri espiatori? E per questo che si parla degli immigrati come portatori di malattie? E le malattie sono metafore del nostro disagio sociale?
“In tempi di accentuata mancanza di certezze esistenziali, della crescente precarizzazione, in un mondo in preda alla deregulation, i nuovi immigrati sono percepiti come messaggeri di cattive notizie. Ci ricordano quanto avremmo preferito rimuovere: ci rendono presente quanto forze potenti, globali, distanti di cui abbiamo sentito parlare, ma che rimangono per noi ineffabili, quanto queste forze misteriose, siano in grado di determinare le nostre vite, senza curarsi e anzi e ignorando le nostre autonome scelte.

Ora, i nuovi nomadi, gli immigrati, vittime collaterali di queste forze, per una sorta di logica perversa finiscono per essere percepiti invece come le avanguardie di un esercito ostile, truppe al servizio delle forze misteriose appunto, che sta piantando le tende in mezzo a noi. Gli immigrati ci ricordano in un modo irritante, quanto sia fragile il nostro benessere, guadagnato, ci sembra, con un duro lavoro. E per rispondere alla questione del capro espiatorio: è un’abitudine, un uso umano, troppo umano, accusare e punire il messaggero per il duro e odioso messaggio di cui è il portatore. Deviamo la nostra rabbia nei confronti delle elusive e distanti forze di globalizzazione verso soggetti, per così dire “vicari”, verso gli immigrati, appunto”.

Sta parlando del meccanismo grazie a cui crescono i consensi delle forze politiche razziste e xenofobe?
“Ci sono partiti abituati a trarre il loro capitale di voti opponendosi alla “redistribuzione delle difficoltà” (o dei vantaggi), e cioè rifiutandosi di condividere il benessere dei loro elettori con la parte meno fortunata della nazionale, del paese, del continente (per esempio Lega Nord). Si tratta di una tendenza intravvista o meglio, preannunciata molto tempo fa nel film Napoletani a Milano , del 1953, di Eduardo De Filippo, e manifestata negli ultimi anni con il rifiuto di condividere il benessere dei lombardi con le parti meno fortunate del paese. Alla luce di questa tradizione era del tutto prevedibile l’appello di Matteo Salvini e di Roberto Maroni ai sindaci della Lega di seguire le indicazioni del loro partito e non accettare gli immigrati nelle loro città, come era prevedibile la richiesta di Luca Zaia di espellere i nuovi arrivati dalla regione Veneto”.

Una volta, in Europa, era la sinistra a integrare gli immigrati, attraverso le organizzazioni sul territorio, sindacati, lavoro politico…
“Intanto non ci sono più quartieri degli operai, mancano le istituzioni e le forme di aggregazione dei lavoratori. Ma soprattutto, la sinistra, o l’erede ufficiale di quella che era la sinistra, nel suo programma, ammicca alla destra con una promessa: faremo quello che fate voi, ma meglio. Tutte queste reazioni sono lontane dalle cause vere della tragedia cui siamo testimoni. Sto parlando infatti di una retorica che non ci aiuta a evitare di inabissarci sempre più profondamente nelle torbide acque dell’indifferenza e della mancanza dell’umanità. Tutto questo è il contrario all’imperativo kantiano di non fare ad altro ciò che non vogliamo sia fatto a noi”.

E allora che fare?
“Siamo chiamati a unire e non dividere. Qualunque sia il prezzo della solidarietà con le vittime collaterali e dirette della forze della globalizzazione che regnano secondo il principio Divide et Impera, qualunque sia il prezzo dei sacrifici che dovremo pagare nell’immediato, a lungo termine, la solidarietà rimane l’unica via possibile per dare una forma realistica alla speranza di arginare futuri disastri e di non peggiorare la catastrofe in corso”.

Bufale in Gioco – Foto e Manuale di Sopravvivenza

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Il gioco non lo pubblichiamo ancora che sicuro lo rifacciamo e non vale se sapete già le risposte.

Per ora accontentatevi di questo manuale di sopravvivenza per sfatare le 5 Bufale più becere che girano di questi tempi.

Alla Prossima!!

manuale

 

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2 DICEMBRE DESIO – BUFALE IN GIOCO

Bufale in Gioco

è un’iniziativa ludica di Controinformazione su lavoro, diritti e immigrazione.

Si inizia verso le 18.00 con un rinfresco.
Il gioco si farà verso le 19.00/19.30 e si finirà poi con le premiazioni.
SALA PERTINI, Comune di Desio

Venite numerosi che ci divertiamo!

BufaleINGiOco

Mostra Arengario di Monza

libro migranti

Sino al 06 aprile all’Arengario di Monza potrete vedere i disegni originali tratti dal libro

“Studio per migranti”

di PEDRO MARTÌNEZ Javier & MATEO Josè Manuel,

Recensito per l’occasione da http://leggendotralerighe.blogspot.it

SERATA – 20 DICEMBRE –

MIGRANTI

La serata di Venerdì , in ricordo delle vittime di Lampedusa

Il presidio organizzato da Libera con le associazioni sindacali nonostante la pioggia è stato partecipato.

Alla veglia sono stati accessi 319 lumini , uno per ogni vittima della strage del 3 Ottobre.

Erano presenti liberi cittadini e i sindaci di Monza, Desio , Lentate , Lissone , Barlassina e Seveso.

Oltre agli interventi di Libera , delle associazioni sindacali e del sindaco di Monza si sono alternati al megafono i migranti che hanno raccontato i loro viaggi per giungere sulle nostre coste.

Cambiamo le politiche , fermiamo la strage.

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