IMPORTANTE SENTENZA T.A.R. – SUI RIGETTI DELLA CARTA DI SOGGIORNO ( Via Asgi.it)

Questo l’articolo ASGI

La mancanza di reddito non può giustificare la revoca del permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti

Lo ha confermato il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia che ha accolto il ricorso di un cittadino straniero a cui era stata revocata la carta di soggiorno.

Il cittadino straniero, residente in Italia da un lungo periodo, si era visto rifiutare l’aggiornamento del proprio titolo di soggiorno perché risultava privo di un impiego regolare e del conseguente mancato possesso di reddito.

Con la sentenza n.115 del 14 gennaio 2015  i Giudici hanno ricordato che è da considerarsi illegittimo l’operato di un’ amministrazione che dispone la revoca del titolo di soggiorno di lungo periodo, rifiutando  l’aggiornamento del medesimo unicamente in relazione all’assenza di un rapporto di lavoro regolare e del conseguente mancato possesso di redditi sufficienti alla permanenza dello straniero sul territorio nazionale.

Brevemente i Giudici hanno esaminato, nella sentenza, il permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti che gode di una forte protezione:  esso è rilasciato se sussiste un reddito sufficiente alla permanenza sul territorio nazionale secondo i parametri previsti dalla legge e se risultano altri presupposti, quali, tra gli altri,  la mancata pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato. Il titolo che viene  rilasciato è a tempo indeterminato, presupponendo uno status di straniero soggiornante a titolo permanente, e  deve automaticamente essere aggiornato periodicamente. L’amministrazione puo’  impedire tale aggiornamento e  disporne la revoca, ma solo in presenza di presupposti sempre ben evidenziati dalla legge e indicati dal comma 7 dell’art. 9 Dlgs.286/98. A sostegno della revoca, invece, la Questura di Milano aveva invocato l’art. 21 quinquies della legge n. 241/1990, una  norma che, ricorda il TAR, risulta di carattere generale, mentre deve prevalere quando disposto dall’art. 9 prima citato. Il ricorso è stato accolto e, per l’effetto, è stato disposto l’annullamento del provvedimento impugnato.

Si ringrazia l’avv. Maria Cristina Romano per la segnalazione.

QUI RIPUBBLICHIAMO LA STORIA ” LA MADRE DI TUTTI I MALI ” che riguardava proprio uno dei rigetti di cui parla la sentenza.

Bufale in Gioco – Foto e Manuale di Sopravvivenza

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Il gioco non lo pubblichiamo ancora che sicuro lo rifacciamo e non vale se sapete già le risposte.

Per ora accontentatevi di questo manuale di sopravvivenza per sfatare le 5 Bufale più becere che girano di questi tempi.

Alla Prossima!!

manuale

 

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2 DICEMBRE DESIO – BUFALE IN GIOCO

Bufale in Gioco

è un’iniziativa ludica di Controinformazione su lavoro, diritti e immigrazione.

Si inizia verso le 18.00 con un rinfresco.
Il gioco si farà verso le 19.00/19.30 e si finirà poi con le premiazioni.
SALA PERTINI, Comune di Desio

Venite numerosi che ci divertiamo!

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ASSEMBLEA ISCRITTI MIGRANTI 04/06/2014

Ringraziamo i presenti per la partecipazione all’assemblea di ieri in camera del lavoro.

Sono intervenuti nell’ordine :

LORELLA BRUSA ( segreteria CGIL Monza e Brianza)

MANDREOLI LUCA ( Patronato INCA CGIL di Monza ) ( materiale intervento : Normativa,Novità e consigli Utili )

CAMPISI FRANCESCA ( Ass. Diritti Insieme )  ( materiale intervento: Prestazioni sociali e tutele )

CASIRAGHI MATTEO ( segretario FLAI CGIL MB)

LUCIANA SPAGNOLI ( Ass. Diritti Insieme)

COSMO GIANFRANCO ( Segreterio FILLEA CGIL MB )

 

Area Migranti

 

 

 

 

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Riconoscimento Titoli di Studio Esteri – Una Guida –

Di seguito pubblichiamo una guida per il riconoscimento dei titoli di

studio creata da CGIL BERGAMO E COMUNE DI BERGAMO.

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SERATA – 20 DICEMBRE –

MIGRANTI

NEWSLETTER DICEMBRE 2013 – Area Migranti CGIL Monza

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La serata di Venerdì , in ricordo delle vittime di Lampedusa

Il presidio organizzato da Libera con le associazioni sindacali nonostante la pioggia è stato partecipato.

Alla veglia sono stati accessi 319 lumini , uno per ogni vittima della strage del 3 Ottobre.

Erano presenti liberi cittadini e i sindaci di Monza, Desio , Lentate , Lissone , Barlassina e Seveso.

Oltre agli interventi di Libera , delle associazioni sindacali e del sindaco di Monza si sono alternati al megafono i migranti che hanno raccontato i loro viaggi per giungere sulle nostre coste.

Cambiamo le politiche , fermiamo la strage.

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LAMPEDUSA – Giornata di mobilitazione nazionale venerdì 11 ottobre 2013

Area MigrantiVENERDì 11/10/2013 ORE 20.30 PIAZZA DELL’ARENGARIO (MONZA)

RIPENSARE LE POLITICHE PER FERMARE LA STRAGE

In questi giorni siamo di fronte ad una strage immensa, l’ennesimo drammatico epilogo di tanti viaggi della speranza.

La gente si chiede il perchè, qual’è il motivo che spinge queste persone a rischiare così tanto per giungere sulle nostre coste.

I conflitti, la dispartità di ricchezze tra nord e sud del mondo sicuramente sono i fatti scatenanti , dall’altra parte le leggi Europee che mettono al centro la sicurezza e alzano muri invece che occuparsi di accoglienza e diritto d’asilo lasciano sempre meno spazio agli ingressi ” regolari ” e spingono migliaia di persone verso il traffico illegale di esseri umani.

Una politica securitaria che è costata la vita a 20.000 persone dal 1988 ad oggi. Un conflitto permanente che conta più di 7 morti al giorno nel cimitero del mediterraneo. Questa strage dev’essere fermata , siamo tutti responsabili di quello che non riusciamo ad evitare.

La legge italiana in tema di immigrazione è sicuramente una delle peggiori. La Bossi – Fini modificata in modo più restrittivo dai vari pacchetti sicurezza è una legge nata dalla paura, che ha chiuso ogni porta a chi vuole rifarsi una vita nel nostro paese.

Ricordano le centinaia di vittime di questi giorni, chiediamo ancora una volta, come da anni a questa parte, il superamento della Bossi-Fini e l’adozione di una legge sul diritto d’asilo.

Per evitare nuove stragi , per un’Europa più solidale invitiamo tutti/e a unirsi all’iniziativa di Libera – Venerdì 11 alle ore 20.30 a Monza, Piazza dell’Arengario.

QUI IL VOLANTINO DELL’INIZIATIVA

COMUNICATO STAMPA CLASS ACTION – PERMESSO CE

COMUNICATO STAMPA CGIL, INCA, FEDERCONSUMATORI

Immigrazione: il Tar del lazio accoglie il ricorso collettivo promosso da Cgil, Inca e Federconsumatori

Finalmente una sentenza che censura i ritardi cronici della pubblica amministrazione nel rilascio dei permessi di soggiorno CE di lungo periodo. Nonostante i limiti della legge sulla class action, il Tar del Lazio accoglie le istanze di tanti immigrati. E’ questo il commento a caldo di Cgil, Inca e Federconsumatori alla sentenza del Tar del Lazio del 9 settembre scorso che ha imposto al ministero degli interni l’obbligo di garantire agli immigrati richiedenti, entro 90 giorni, così come prevede la legge, di concludere la procedura di riconoscimento del titolo di soggiorno.

Nell’esprimere soddisfazione per l’accoglimento della class action da loro stessi promossa, Cgil, Inca e Federconsumatori richiamano, in particolare, il passaggio della sentenza, laddove impone al ministero dell’interno un anno di tempo per porre rimedio a quello che il Tribunale amministrativo del Lazio definisce una “generalizzata violazione dei termini di conclusione del procedimento di rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo”, di cui all’art. 9 del Testo Unico sull’immigrazione.

“Ora non ci sono più alibi ai ritardi – chiariscono i promotori della class action -. La sentenza obbliga l’amministrazione pubblica ad adottare gli opportuni provvedimenti, anche se nei limiti delle risorse strumentali, finanziarie ed umane già assegnate in via ordinaria e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Si tratta di un primo significativo risultato – affermano Cgil, Inca e Federconsumatori – che certamente non risolve del tutto le tante difficili situazioni in cui sono costrette le persone stranieri presenti in Italia. Resta irrisolto, per esempio, il problema di come le prefetture nei territori agiscano in modo disomogeneo e discrezionale rispetto alle richieste dei nuovi cittadini. Una eterogeneità che, a volte,da luogo a veri e propri sembrano atti discriminatori intollerabili. Su questo specifico punto – osservano i promotori dell’iniziativa legale – il Tar non ha ritenuto di potersi pronunciare, considerandolo un elemento su cui deve intervenire il legislatore.

“Una puntualizzazione che sarebbe auspicabile venisse raccolta dal Parlamento – aggiungono Cgil, Inca e Federconsumatori – per rendere più chiare le norme in materia di immigrazione garantendo, con una uniformità di comportamento delle prefetture, il diritto di stare in Italia ai tanti immigrati che vi vivono e vi lavorano nel nostro Paese”.

Cgil, Inca e Federconsumatori ricordano, infine, che attendono con fiducia un’altra sentenza del Tar sul diritto di cittadinanza da loro stessi promossa utilizzando la stessa modalità di class action con l’auspicio che possano essere accolte le istanze di tanti cittadini stranieri.

Roma 12 settembre 2013

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