SERVIZIO ” NUOVI CITTADINI ” – CITTADINANZA ON-LINE –

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Da oggi 18 Giugno 2015 le richieste di cittadinanza per residenza e matrimonio potranno essere compilate esclusivamente in modalità ON-LINE. 

Il sito internet predisposto dal Ministero dell’Interno è il seguente: https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/Ministero/home_user

CGIL MONZA in collaborazione con PATRONATO INCA  offrono un servizio dedicato ai tesserati che comprende:

  • Compilazione ed invio della richiesta
  • Tutela di eventuali contenziosi
  • Solleciti e diffide in caso di inadempienze della P.A.

Il servizio è su appuntamento da prendere presso i nostri uffici successivamente ad una consulenza relativa alla completezza della documentazione.

Di seguito l’elenco dei documenti per le differenti richieste  RESIDENZA  e  MATRIMONIO

Di seguito le nostre sedi dov’è possibile fissare un appuntamento  DOVE SIAMO

ATTENZIONE : I limiti del servizio predisposto dal Ministero potranno causare tempi di attesa e inconvenienti soprattutto nelle prime fasi di attuazione del servizio ON_LINE, questi disguidi non dipendono dai nostri uffici che forniscono aiuto e consulenza nella compilazione, ma  non gestiscono direttamente tale procedura.

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ZYGMUND BAUMAN – SEMPRE SUL PEZZO-

Ripubblichiamo un’intervista uscita ieri su Repubblica, fatta a Zygmund Bauman in tema di Migranti, Profughi e Bensessere. Come sempre il parere del sociologo è illuminante. Leggetela.

( da Repubblica.it )

Bauman: “Siamo ostaggi del nostro benessere per questo i migranti ci fanno paura”

ZYGMUNT Bauman, oggi uno dei pensatori più influenti del mondo, è stato più volte esule. La prima volta, quando nel 1939, giovane ebreo, scappò dalla Polonia verso la Russia, in condizioni simili a quelle dei profughi che, scampati alle guerre e alla traversata del Mediterraneo, sono in questo momento oggetto più delle nostre paure che di nostra solidarietà. E la dialettica dell’integrazione ed espulsione dei gruppi sociali ai tempi della modernità è uno dei temi che più ha approfondito nelle sue opere. Con Bauman abbiamo parlato di quello che intorno alla questione profughi succede in questi giorni in Italia; tra una destra razzista e una sinistra che stenta ad affrontare le paure di una parte della popolazione.

Sembra che non siamo in grado di far fronte alla questione immigrati.
“Il volume e la velocità dell’attuale ondata migratoria è una novità e un fenomeno senza precedenti. Non c’è motivo di stupirsi che abbia trovato i politici e i cittadini impreparati: materialmente e spiritualmente. La vista migliaia di persone sradicate accampate alle stazioni provoca uno shock morale e una sensazione di allarme e angoscia, come sempre accade nelle situazioni in cui abbiamo l’impressione che “le cose sfuggono al nostro controllo”. Ma a guardare bene i modelli sociali e politici con cui si risponde abitualmente alle situazioni di “crisi”, nell’attuale “emergenza immigrati”, ci sono poche novità. Fin dall’inizio della modernità fuggiaschi dalla brutalità delle guerre e dei dispotismi, dalla vita senza speranza, hanno bussato alle nostre porte. Per la gente da qua della porta, queste persone sono sempre state “estranei”, “altri””.

Quindi ne abbiamo paura. Per quale motivo?
“Perché sembrano spaventosamente imprevedibili nei loro comportamenti, a differenza delle persone con cui abbiamo a che fare nella nostra quotidianità e da cui sappiamo cosa aspettarci. Gli stranieri potrebbero distruggere le cose che ci piacciono e mettere a repentaglio i nostri modi di vita. Degli stranieri sappiamo troppo poco per essere in grado di leggere i loro modi di comportarsi, di indovinare quali sono le loro intenzioni e cosa faranno domani. La nostra ignoranza su che cosa fare in una situazione che non controlliamo è il maggior motivo della nostra paura”.

La paura porta a creare capri espiatori? E per questo che si parla degli immigrati come portatori di malattie? E le malattie sono metafore del nostro disagio sociale?
“In tempi di accentuata mancanza di certezze esistenziali, della crescente precarizzazione, in un mondo in preda alla deregulation, i nuovi immigrati sono percepiti come messaggeri di cattive notizie. Ci ricordano quanto avremmo preferito rimuovere: ci rendono presente quanto forze potenti, globali, distanti di cui abbiamo sentito parlare, ma che rimangono per noi ineffabili, quanto queste forze misteriose, siano in grado di determinare le nostre vite, senza curarsi e anzi e ignorando le nostre autonome scelte.

Ora, i nuovi nomadi, gli immigrati, vittime collaterali di queste forze, per una sorta di logica perversa finiscono per essere percepiti invece come le avanguardie di un esercito ostile, truppe al servizio delle forze misteriose appunto, che sta piantando le tende in mezzo a noi. Gli immigrati ci ricordano in un modo irritante, quanto sia fragile il nostro benessere, guadagnato, ci sembra, con un duro lavoro. E per rispondere alla questione del capro espiatorio: è un’abitudine, un uso umano, troppo umano, accusare e punire il messaggero per il duro e odioso messaggio di cui è il portatore. Deviamo la nostra rabbia nei confronti delle elusive e distanti forze di globalizzazione verso soggetti, per così dire “vicari”, verso gli immigrati, appunto”.

Sta parlando del meccanismo grazie a cui crescono i consensi delle forze politiche razziste e xenofobe?
“Ci sono partiti abituati a trarre il loro capitale di voti opponendosi alla “redistribuzione delle difficoltà” (o dei vantaggi), e cioè rifiutandosi di condividere il benessere dei loro elettori con la parte meno fortunata della nazionale, del paese, del continente (per esempio Lega Nord). Si tratta di una tendenza intravvista o meglio, preannunciata molto tempo fa nel film Napoletani a Milano , del 1953, di Eduardo De Filippo, e manifestata negli ultimi anni con il rifiuto di condividere il benessere dei lombardi con le parti meno fortunate del paese. Alla luce di questa tradizione era del tutto prevedibile l’appello di Matteo Salvini e di Roberto Maroni ai sindaci della Lega di seguire le indicazioni del loro partito e non accettare gli immigrati nelle loro città, come era prevedibile la richiesta di Luca Zaia di espellere i nuovi arrivati dalla regione Veneto”.

Una volta, in Europa, era la sinistra a integrare gli immigrati, attraverso le organizzazioni sul territorio, sindacati, lavoro politico…
“Intanto non ci sono più quartieri degli operai, mancano le istituzioni e le forme di aggregazione dei lavoratori. Ma soprattutto, la sinistra, o l’erede ufficiale di quella che era la sinistra, nel suo programma, ammicca alla destra con una promessa: faremo quello che fate voi, ma meglio. Tutte queste reazioni sono lontane dalle cause vere della tragedia cui siamo testimoni. Sto parlando infatti di una retorica che non ci aiuta a evitare di inabissarci sempre più profondamente nelle torbide acque dell’indifferenza e della mancanza dell’umanità. Tutto questo è il contrario all’imperativo kantiano di non fare ad altro ciò che non vogliamo sia fatto a noi”.

E allora che fare?
“Siamo chiamati a unire e non dividere. Qualunque sia il prezzo della solidarietà con le vittime collaterali e dirette della forze della globalizzazione che regnano secondo il principio Divide et Impera, qualunque sia il prezzo dei sacrifici che dovremo pagare nell’immediato, a lungo termine, la solidarietà rimane l’unica via possibile per dare una forma realistica alla speranza di arginare futuri disastri e di non peggiorare la catastrofe in corso”.

La storia di F.

ac40nVietato Studiare

F. quest’anno si è iscritta all’università. E’ una studentessa modello, ottimi voti alle superiori e tanta voglia di cominciare il percorso universitario.

F. è di cittadinanza Ivoriana, ma è in Italia da una vita, la sua lingua madre è l’italiano anche se parla un’ottimo francese, le sue amiche sono tutte qui, le scuole le ha fatte qui ecc.. La sua famiglia purtroppo però non è più qui.

Sua madre, un’inferimiera Ivoriana immigrata in Italia alla fine degli anni ’90 è morta nel nostro paese a causa di una meningite ( contratta sul luogo di lavoro ) quando F. aveva 14 anni.

F. è stata affidata alla zia che convive con un cittadino italiano ed è riuscita comunque ad andare avanti, a superare un lutto importante in un’età difficile, finire gli studi e ricrearsi una vita nel nostro paese.

A 18 anni però l’affidamento finisce e bisogna pensare a rinnovare il titolo di soggiorno.

Ci sarebbero due possibilità: un’estensione dell’affidamento fino ai 21 anni ( cosa consentita dal Tribunale dei Minori solamente in rarissimi casi ) oppure provare comunque un rinnovo per motivi familiari a carico del compagno della zia.

Scegliamo la seconda ipotesi, la prima è decisamente impraticabile.

La questura rifiuta il rinnovo e intima a F. di portare un contratto di lavoro, unica possibilità per poter estendere il permesso di soggiorno. Quindi la giovane matricola F. si dovrà trovare un lavoro di qualsiasi tipo per poter rinnovare il permesso di soggiorno, con la speranza che questo non la distolga dagli studi e dalla carriera professionale che sogna dal primo giorno di scuola.

Se fosse stata una cittadina italiana avrebbe potuto dedicarsi completamente allo studio, contando sul supporto della zia convivente, invece niente, deve lavorare.

La legge potrebbe aver privato questo paese di una brillante dottoressa e aver contribuito all’aumento dei precari a vita.

Un sempregrazie a Bossi, Fini e Maroni.

Bufale in Gioco – Foto e Manuale di Sopravvivenza

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Il gioco non lo pubblichiamo ancora che sicuro lo rifacciamo e non vale se sapete già le risposte.

Per ora accontentatevi di questo manuale di sopravvivenza per sfatare le 5 Bufale più becere che girano di questi tempi.

Alla Prossima!!

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Sindacati incontrano lo Sportello Unico della Prefettura di Milano

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ASSEMBLEA ISCRITTI MIGRANTI 04/06/2014

Ringraziamo i presenti per la partecipazione all’assemblea di ieri in camera del lavoro.

Sono intervenuti nell’ordine :

LORELLA BRUSA ( segreteria CGIL Monza e Brianza)

MANDREOLI LUCA ( Patronato INCA CGIL di Monza ) ( materiale intervento : Normativa,Novità e consigli Utili )

CAMPISI FRANCESCA ( Ass. Diritti Insieme )  ( materiale intervento: Prestazioni sociali e tutele )

CASIRAGHI MATTEO ( segretario FLAI CGIL MB)

LUCIANA SPAGNOLI ( Ass. Diritti Insieme)

COSMO GIANFRANCO ( Segreterio FILLEA CGIL MB )

 

Area Migranti

 

 

 

 

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Riconoscimento Titoli di Studio Esteri – Una Guida –

Di seguito pubblichiamo una guida per il riconoscimento dei titoli di

studio creata da CGIL BERGAMO E COMUNE DI BERGAMO.

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