Di scucire davvero. No Cie.

bocchecucite

Di scucire davvero 

Dignità al limite
mi cucio sulla bocca:

Cucirmi la bocca col filo
per pungerti 
negli occhi
questa mia unica 
vita
così insopportabile

A Roma - Ponte Galeria -,
e in altri inverosimili ponti 
del paese,
per legge
un centro ti accerta:
si chiede
chi sei.

Per poi respingerti
- per legge -
oltre la frontiera.

Oltre lo stivale 
ipocrita
razzista
che pensa di pulirsi
scaricando il getto delle pompe
su uomini spersi
in nuda fila,
Intanto reclusi come 
per reato.

Al tuo ultimo
sbadiglio, ti saluto così, 2013:
unendomi ancora 
a chi chiede 
di nuovo
di abolire leggi sbagliate
Di chiudere con l'inciviltà.

Di scucire davvero 
dalle carni
quel filo:
e ridare terra alla speranza,
Che siamo fatti di orizzonti 
veri

TIZIANA ALTEA
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PROTEZIONE UMANITARIA PER MIGRANTI SFRUTTATI- NOTA O.I.M.

DA http://www.italy.iom.in

L’OIM: PROTEZIONE UMANITARIA PER I MIGRANTI SFRUTTATI CHE DECIDONO DI DENUNCIARE I DATORI DI LAVORO

Le proposte dell’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni alla luce dell’imminente recepimento della Direttiva europea sullo sfruttamento lavorativo

Roma, 22 giugno 2012 – Offrire ai migranti la possibilità accedere alla giustizia e di denunciare i datori di lavoro che li sfruttano prevedendo una protezione umanitaria “ad hoc”.
Questo uno dei principi che, per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dovrebbero caratterizzare  il decreto legislativo licenziato dal Parlamento italiano e ora nelle mani dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno. Si tratta del recepimento della Direttiva europea (la 2009/52/CE) che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano migranti irregolari.

“Il recepimento della Direttiva europea”, spiega José Angel Oropeza, direttore dell’Ufficio di coordinamento OIM per il Mediterraneo, “porterà novità estremamente importanti nel panorama normativo italiano: la direttiva infatti configura una pluralità di sanzioni di carattere, finanziario, amministrativo e penale a carico dei datori di lavoro che renderà il sistema sanzionatorio efficace, proporzionato e dissuasivo”

Se però introdurre norme sanzionatorie nei confronti degli sfruttatori è sicuramente importante, occorre al contempo prevedere anche il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario convertibile per i migranti sfruttati che decidono di denunciare i loro aguzzini”, spiega Oropeza. “Infatti, allo stato attuale, qualora un migrante dovesse decidere di denunciare lo sfruttatore, non solo non sarebbe protetto contro eventuali ritorsioni, ma dovrebbe essere addirittura denunciato dalle autorità a causa del reato di immigrazione clandestina.”

Nell’accogliere con favore l’imminente innovazione legislativa, l’OIM suggerisce al Governo di tenere in considerazione tutti gli ‘indici di sfuttamento’ previsti dal nuovo reato di “caporalato” introdotto nel 2011. Tali indici includono: la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali, la violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e al riposo settimanale, la violazione della norme di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.

L’OIM sottolinea inoltre l’importanza di prevedere una chiara definizione del “datore di lavoro” e di chiarire che non si tratta soltanto dell’ “intermediario” – il cosiddetto “caporale” – ma di tutti quanti traggano un ingiusto profitto dallo sfruttamento del lavoratore. Occorrerebbe inoltre anche garantire che sindacati, associazioni di tutela, e gli stessi ispettori del lavoro o le forze dell’ordine, una volta rilevata la situazione di sfruttamento, possano assistere il migrante nella presentazione della denuncia o intervenire d’ufficio.

Allo stesso tempo l’Organizzazione suggerisce al Governo di prevedere, anche se non esplicitamente richiesto dalla Direttiva, un periodo di “riflessione” o di “ravvedimento” per il datore di lavoro che, posto davanti alle conseguenze penali delle nuove norme, ritenga più coveniente regolarizzare la situazione legale del migrante irregolare.

“Negli scorsi anni, come OIM, abbiamo avuto l’occasione di scoprire e denunciare vari casi di sfruttamento: migranti che in totale assenza delle minime condizioni igieniche, di sicurezza, e senza nessun tipo di tutela legale, erano costretti a lavorare per 12 ore al giorno o anche più”, racconta Oropeza. “Spesso per pochissimi euro ma a volte anche senza aver nessuna garanzia di pagamento da parte del datore di lavoro.”

“Si tratta di una realtà purtroppo ancora abbastanza diffusa in varie parte della penisola, e in modo particolare nel settore agricolo. Ci auguriamo che l’introduzione della nuova normativa possa dare inizio a una vera e propria rivoluzione culturale e che gli episodi di sfruttamento lavorativo in Italia possano finalmente aver termine”, conclude Oropeza.

La CGIL NAZIONALE sul tema immigrazione e decreto flussi

proposte per il nuovo governo

30/11/2011

“L’immigrazione è una risorsa importante per il nostro Paese e le politiche per l’immigrazione hanno bisogno di una seria discontinuità con il passato”. E’ quanto dichiarano Vera Lamonica, Segretaria Confederale CGIL, e Pietro Soldini, responsabile dell’ufficio immigrazione del sindacato di Corso d’Italia, che sottolineano anche gli interventi in merito del presidente della Repubblica Napolitano, e di quello della Banca d’Italia Visco.

Le dichiarazioni di questi giorni sull’argomento da parte del Ministro dell’Interno Cancellieri, del Ministro alla Cooperazione e l’integrazione Riccardi ed anche del direttore del Dipartimento immigrazione del Ministero del Lavoro e del Welfare, aggiungono Lamonica e Soldini “sembrano aver colto questa necessità, ma a questo punto è auspicabile che si apra un tavolo di confronto sul merito fra Governo e parti sociali per non improvvisare e partire con il piede giusto. Per esempio – spiegano -, sul decreto flussi, discutere se farlo o no, sarebbe un’improvvisazione sbagliata”. Occorre invece approfondire:

1. I flussi così come sono stati gestiti rappresentano un fallimento e quindi bisogna ripensare lo strumento in modo che sia più efficace, rapido e funzionale al mercato del lavoro in un’ottica di programmazione triennale.

2. E’ vero che per effetto della crisi ci sono molti lavoratori che hanno perso il lavoro, gli stranieri più degli italiani (9% e la disoccupazione media mentre per gli stranieri supera il 12%) quindi occorre evitare che questi lavoratori scivolino nella clandestinità con un provvedimento che aumenta la durata del permesso di soggiorno di attesa occupazione dagli attuali ed insufficienti 6 mesi almeno fino alla durata degli ammortizzatori sociali.

3. Occorre affrontare il tema della regolarizzazione degli immigrati irregolari che sono super sfruttati nel lavoro nero. Un provvedimento di questo genere oltre a legalizzare lavoro sommerso, farebbe bene al mercato del lavoro riducendo il dumping alla crescita (1 punto di Pil nel triennio) e porterebbe risorse (dai 3 ai 6 miliardi) nelle casse dello Stato.

4. Occorre con urgenza un intervento per trasformare la confusione dei centri, in un vero sistema di accoglienza e dare risposte di stabilità e sicurezza agli immigrati Tunisini e Libici con un permesso umanitario convertibile in permesso di lavoro.

“Con questo respiro – concludono Lamonica e Soldini – va affrontata la scadenza del Decreto Flussi, altrimenti sia il blocco, che la reiterazione non faranno altro che aumentare contraddizioni, confusione, tensioni ed irregolarità”.

CGIL, la proroga di sei mesi per i permessi umanitari dei tunisini è una scelta giusta

Per la Confederazione, quella contenuta nel decreto del Consiglio dei ministri è “una decisione giusta, che allevia di poco il caos totale in cui versa la situazione dei richiedenti asilo”, mentre “è gravissima” la decisione di Maroni di dichiarare insicuro il porto di Lampedusa. Sarebbe necessario un Piano serio di accoglienza e mettere al bando le Pratiche illegali di rimpatri massivi, forzosi e dei respingimenti

10/10/2011  da http://www.cgil.it

“Il governo, alla chetichella, ha prorogato di altri sei mesi i permessi umanitari per i Tunisini, che quindi saranno coperti fino a marzo del prossimo anno”. Ne dà notizia Piero Soldini, responsabile immigrazione della CGIL nazionale che aggiunge “è una decisione giusta, che allevia di poco il caos totale in cui versa la situazione dei richiedenti asilo, sbattuti per mesi nei centri, in attesa della risposta delle commissioni territoriali che non arriva mai”. La proroga, contenuta in un Decreto del Consiglio dei ministri riguarda “i cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa affluiti nel territorio nazionale dall’1° gennaio 2011 alla mezzanotte del 5 aprile” e la sua attuazione, come già il rilascio dei permessi deciso nell’aprile scorso, sarà a carico del Fondo nazionale della Protezione civile.

Soldini, nel ricordare che il sottosegretario Mantovano aveva promesso un provvedimento del governo per portare le commissioni territoriali da 12 a 24, chiede “che fine ha fatto?”. La gestione dei Centri, affidata alla protezione civile, spiega il sindacalista della CGIL “continua ad essere disastrosa, si susseguono le rivolte perché ai richiedenti asilo non viene assicurata l’assistenza minima, prevista dalla legge ed i centri continuano ad essere off limits, per tutti, compresi i giornalisti”, nonostante il Senato, prosegue Soldini “il 2 agosto abbia approvato una mozione che invita il Ministro dell’Interno a ritirare la circolare del 1° aprile”.

Ma insieme alla buona notizia della proroga per i tunisini, per Soldini “è gravissima” la decisione di Maroni di dichiarare insicuro il porto di Lampedusa. Infatti, Soldini sottolinea come, da parte del ministro, dopo aver fomentato sistematicamente il caos e la tensione sull’isola, sia “aberrante la decisione di trasferire gli immigrati irregolari sulle navi della Grimaldi, trasformate in galere galleggianti che, oltretutto – dice – costano cifre astronomiche e stanno bruciando in poche settimane qualche centinaio di milioni di euro”.

Per il sindacalista della CGIL il governo sta “dilapidando risorse con l’obiettivo d’imporre alla Libia del dopo Gheddafy ed alla Tunisia del dopo Ben Aly, gli stessi accordi vergognosi sottoscritti con i dittatori”, quando invece spiega “ci sarebbe bisogno di un Piano serio di accoglienza e di rinegoziare intese bilaterali con i Paesi del Nord Africa sulla base della direttiva Europea sui rimpatri assistiti e mettere al bando – conclude Soldini – le Pratiche illegali di rimpatri massivi, forzosi e dei respingimenti”.

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